HomeBlogSmontaggio ponteggi: procedure, sequenza e rischi da evitare
Smontaggio ponteggi: procedure, sequenza e rischi da evitare
Sicurezza10 min di lettura

Smontaggio ponteggi: procedure, sequenza e rischi da evitare

Geom. Anna Colombo8 aprile 2026
#smontaggio#procedure#sequenza#rischi#PiMUS#sicurezza

Lo smontaggio del ponteggio è statisticamente una delle fasi più pericolose dell'intero ciclo di vita della struttura. Paradossalmente, proprio perché i lavori edili sono terminati, si tende a considerare lo smontaggio come un'operazione di routine, abbassando il livello di attenzione. I dati INAIL mostrano che circa il 25% degli infortuni legati ai ponteggi avviene durante le operazioni di smontaggio. In questa guida analizziamo le procedure corrette, la sequenza operativa e i rischi specifici di questa fase critica.

Principio fondamentale: dall'alto verso il basso

La regola d'oro dello smontaggio è che deve procedere dall'alto verso il basso, seguendo l'ordine inverso del montaggio. Questo principio, apparentemente ovvio, viene violato più spesso di quanto si pensi, soprattutto quando si cerca di accelerare i tempi o quando la geometria dell'edificio rende più comodo iniziare da una zona intermedia. Smontare un livello intermedio prima di quelli superiori compromette la stabilità dell'intera struttura e può provocare un collasso progressivo.

La sequenza corretta per ogni livello è: 1) rimozione dei materiali e delle attrezzature dal piano di lavoro, 2) smontaggio dei parapetti del livello superiore (mantenendo quelli del livello di lavoro), 3) rimozione delle tavole dell'impalcato superiore, 4) smontaggio dei correnti e traversi del livello superiore, 5) rimozione delle diagonali di controvento, 6) smontaggio dei montanti del livello superiore, 7) rimozione degli ancoraggi del livello smontato (solo dopo aver verificato che gli ancoraggi inferiori siano sufficienti).

Il PiMUS per lo smontaggio

Il PiMUS (Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio) deve contenere una sezione specifica dedicata allo smontaggio, che non può essere una semplice copia speculare della sezione di montaggio. Le condizioni al momento dello smontaggio possono essere diverse da quelle del montaggio: la facciata potrebbe essere stata modificata (nuovi balconi, cornici, cappotto termico), gli ancoraggi potrebbero essersi deteriorati durante i mesi di utilizzo, e le condizioni del terreno alla base potrebbero essere cambiate.

Il PiMUS per lo smontaggio deve specificare: la sequenza di rimozione degli ancoraggi (indicando quali possono essere rimossi a ogni fase senza compromettere la stabilità), le zone di deposito temporaneo dei materiali smontati (che non devono sovraccaricare i piani inferiori), le modalità di calata dei materiali (mai lanciati, sempre calati con corde o paranchi), e le misure di protezione per i lavoratori durante ogni fase.

Rischi specifici dello smontaggio

Il rischio principale è la caduta dall'alto dei lavoratori. Durante lo smontaggio, i parapetti vengono progressivamente rimossi, esponendo i lavoratori al vuoto. È obbligatorio l'uso di imbracature di sicurezza con doppio cordino (per garantire la protezione continua durante gli spostamenti) ancorate a punti della struttura che non sono in fase di smontaggio. Il punto di ancoraggio deve essere sempre al di sopra del lavoratore e deve avere una resistenza minima di 10 kN.

Il secondo rischio è la caduta di materiali dall'alto. I tubi, i giunti e le tavole smontati devono essere calati a terra in modo controllato, mai lanciati. L'area sottostante deve essere delimitata e interdetta al transito. L'uso di canali di calata (tubi telescopici per far scendere i materiali) è raccomandato per altezze superiori a 10 metri. Per i materiali pesanti (telai prefabbricati, pannelli metallici), è necessario l'uso di un argano o di una gru.

Il terzo rischio è il collasso della struttura per rimozione prematura degli ancoraggi o delle controventature. Questo rischio è particolarmente elevato quando il ponteggio è stato in opera per molti mesi e gli ancoraggi potrebbero essersi allentati o deteriorati. Prima di iniziare lo smontaggio, è necessaria una verifica completa dello stato degli ancoraggi e delle controventature, con eventuale ripristino degli elementi deteriorati.

Errori comuni da evitare

L'errore più frequente è la fretta. Lo smontaggio viene spesso programmato all'ultimo momento, con tempi compressi e pressione per liberare il cantiere. Questo porta a scorciatoie pericolose: rimozione simultanea di più livelli, lancio dei materiali invece della calata controllata, mancato uso delle imbracature "perché tanto manca poco". Il responsabile del cantiere deve resistere a queste pressioni e garantire che lo smontaggio avvenga nei tempi necessari per la sicurezza.

Un altro errore comune è la rimozione prematura degli ancoraggi. Gli ancoraggi devono essere rimossi solo quando il livello corrispondente è stato completamente smontato e gli ancoraggi rimanenti sono sufficienti a garantire la stabilità della struttura residua. La regola pratica è: non rimuovere mai un ancoraggio se non c'è un ancoraggio funzionante entro 4 metri sopra e sotto il punto di rimozione.

Il sovraccarico dei piani inferiori è un rischio spesso ignorato. Durante lo smontaggio, i materiali rimossi dai piani superiori vengono temporaneamente depositati sui piani inferiori in attesa di essere calati a terra. Se si accumula troppo materiale, il piano di lavoro può cedere. Il PiMUS deve specificare il carico massimo ammissibile per ogni piano durante lo smontaggio e prevedere una calata progressiva dei materiali.

Condizioni meteorologiche e smontaggio

Le condizioni meteorologiche influenzano lo smontaggio ancora più del montaggio. Il vento è il fattore più critico: durante lo smontaggio, la struttura diventa progressivamente meno rigida e più vulnerabile alle sollecitazioni eoliche. Lo smontaggio deve essere sospeso quando la velocità del vento supera i 50 km/h (o il limite inferiore indicato nel PiMUS). La pioggia rende scivolose le superfici metalliche e le tavole, aumentando il rischio di caduta; il gelo può rendere fragili i giunti e pericoloso il calpestio.

Un aspetto spesso trascurato è l'illuminazione: lo smontaggio non deve mai essere effettuato in condizioni di scarsa visibilità. Se i lavori si protraggono oltre il tramonto, è necessario predisporre un'illuminazione artificiale adeguata (minimo 50 lux sul piano di lavoro). Lo smontaggio notturno è sconsigliato e deve essere autorizzato esplicitamente dal responsabile del cantiere.

Gestione dei materiali smontati

I materiali smontati devono essere ispezionati prima dello stoccaggio. Questa è l'occasione ideale per identificare e scartare gli elementi danneggiati (tubi deformati, giunti con bulloni spanati, tavole rotte, basette piegate). Gli elementi scartati devono essere chiaramente contrassegnati e separati da quelli riutilizzabili per evitare che vengano rimessi in servizio per errore.

Lo stoccaggio deve avvenire in modo ordinato: tubi raggruppati per lunghezza e legati in fasci, giunti in contenitori, tavole impilate su superfici piane. I materiali non devono essere depositati direttamente sul terreno umido (per prevenire la corrosione) ma su supporti che garantiscano la ventilazione. PonteggiPro integra un modulo di gestione magazzino che permette di tracciare i materiali smontati, registrare le ispezioni e pianificare la manutenzione degli elementi recuperati.

Condividi l'articolo:

Prova PonteggiPro gratis per 15 giorni

Configura il tuo ponteggio in pochi minuti con computo materiali automatico e PiMUS conforme al D.Lgs. 81/2008.