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Ancoraggi Ponteggi a Muro: Tipologie, Calcolo e Normativa Completa
Normativa12 min di lettura

Ancoraggi Ponteggi a Muro: Tipologie, Calcolo e Normativa Completa

Ing. Lucia Bianchi11 aprile 2026
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L'ancoraggio è l'elemento che garantisce la stabilità del ponteggio contro il ribaltamento e le azioni orizzontali del vento. Un ancoraggio inadeguato o mal posizionato è una delle cause più frequenti di crollo dei ponteggi. Questa guida analizza le tipologie di ancoraggio disponibili, i criteri di calcolo e le verifiche richieste dalla normativa vigente.

Principi di funzionamento

L'ancoraggio del ponteggio alla struttura dell'edificio assolve a tre funzioni fondamentali: impedire il ribaltamento del ponteggio sotto l'azione del vento (forza di trazione), limitare la distanza tra ponteggio e facciata mantenendola entro i limiti di sicurezza (forza di compressione), e trasferire le azioni orizzontali alla struttura dell'edificio che, essendo molto più massiccia, le assorbe senza problemi.

Le forze che agiscono sull'ancoraggio dipendono da: velocità del vento di progetto (funzione della zona geografica e dell'altezza), superficie esposta del ponteggio (teli, reti, impalcati), schema di ancoraggio adottato (ogni quanto si ancora), e tipo di ponteggio (tubo e giunto, telai, multidirezionale). La norma UNI EN 12811-1 definisce i metodi di calcolo e i requisiti minimi.

Tipologie di ancoraggio

L'ancoraggio ad anello (o a vitone) è il sistema più tradizionale e diffuso. Consiste in un tassello ad espansione o chimico inserito nella muratura, con un anello o un gancio a cui si collega il tubo di ancoraggio del ponteggio tramite giunto. Resiste sia a trazione che a compressione ed è adatto a murature piene e calcestruzzo. La capacità portante tipica va da 3 a 15 kN a seconda del tipo di tassello e del supporto.

L'ancoraggio a cravatta (o passante) attraversa l'intera muratura e viene bloccato sul lato interno con una piastra di ripartizione. È il sistema più affidabile perché non dipende dalla resistenza superficiale della muratura, ma dalla sua resistenza a compressione trasversale. È indicato per murature di scarsa qualità, laterizi forati e pareti sottili. Lo svantaggio è la necessità di accedere al lato interno della parete.

L'ancoraggio a tassello chimico utilizza resine epossidiche o poliestere iniettate nel foro per creare un legame chimico con il supporto. Offre capacità portanti elevate (fino a 20 kN) ed è particolarmente indicato per calcestruzzo fessurato, murature cave e materiali porosi dove i tasselli meccanici non garantiscono prestazioni adeguate. Richiede tempi di indurimento (da 20 minuti a 24 ore a seconda della temperatura) prima del caricamento.

L'ancoraggio a puntone (o a contrasto) non perfora la muratura ma sfrutta la compressione tra due punti opposti (ad esempio tra due montanti o tra montante e facciata). È utilizzato quando non è possibile forare la muratura (edifici vincolati, facciate in vetro) ma resiste solo a compressione, non a trazione. Deve essere sempre integrato con altri sistemi per garantire la stabilità completa.

Schema di ancoraggio e calcolo

Lo schema di ancoraggio definisce la disposizione degli ancoraggi sulla facciata. Lo schema più comune prevede un ancoraggio ogni due campate e ogni due livelli, con ancoraggi aggiuntivi ai bordi laterali e in sommità. Per ponteggi con teli di protezione (che aumentano significativamente la superficie esposta al vento), lo schema deve essere infittito: tipicamente un ancoraggio per campata per livello.

Il calcolo della forza di ancoraggio segue la procedura della UNI EN 12811-1. Si determina la pressione del vento di progetto (qp) in funzione della zona, della categoria di esposizione e dell'altezza. Si calcola la forza totale del vento sulla superficie tributaria di ciascun ancoraggio, considerando i coefficienti aerodinamici del ponteggio (con o senza teli). La forza risultante viene confrontata con la capacità portante dell'ancoraggio, applicando un coefficiente di sicurezza minimo di 1.5.

Tipo ancoraggioResistenza tipica (kN)Supporto idealeVantaggiLimiti
Tassello meccanico3-8Calcestruzzo, muratura pienaRapido, economicoNon adatto a murature cave
Tassello chimico8-20Qualsiasi muraturaAlta resistenza, versatileTempo di indurimento
Cravatta passante10-25Qualsiasi spessoreMassima affidabilitàAccesso lato interno
Puntone a contrasto5-15 (solo compressione)Superfici rigideNessuna foraturaSolo compressione

Verifiche e prove di carico

La normativa richiede che ogni ancoraggio sia verificato prima del caricamento. Per i tasselli meccanici e chimici, la verifica consiste in una prova di estrazione a campione: si applica una forza di trazione pari a 1.5 volte la forza di progetto e si verifica che lo spostamento sia inferiore ai limiti ammissibili (tipicamente 1-2 mm). La prova deve essere eseguita su almeno il 10% degli ancoraggi, con un minimo di 5 prove per facciata.

Il registro degli ancoraggi deve documentare: tipo e marca del tassello utilizzato, profondità di ancoraggio, tipo di supporto (calcestruzzo, mattone pieno, laterizio forato), risultati delle prove di estrazione, data di installazione e nome dell'installatore. Questo registro fa parte della documentazione del ponteggio e deve essere disponibile in cantiere per eventuali ispezioni.

Errori comuni e buone pratiche

Gli errori più frequenti nella realizzazione degli ancoraggi includono: ancoraggio in laterizi forati con tasselli meccanici (che non garantiscono la presa), distanza insufficiente dal bordo della muratura (minimo 10 cm per tasselli meccanici, 5 cm per chimici), fori troppo profondi che attraversano la parete creando infiltrazioni, e mancata pulizia del foro prima dell'inserimento del tassello chimico (che riduce drasticamente l'aderenza).

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